Mercoledì 3 Giugno 2026

Concerti d'Opera a VernazzaMomenti unici per vivere l'Opera vicino al tuo cuore

Maestro
Cesare Goretta
Soprano
Magdalena Gallo

"Un viaggio musicale tra le voci più amate dell'opera italiana e i canti che hanno fatto innamorare il mondo."

Un viaggio musicale attraverso le voci più amate dell'opera italiana e le canzoni che hanno conquistato il mondo.

Programma della Serata
Il programma di stasera

Nove pagine, un'unica emozione
  1. Giuseppe Verdi 1813–1901
    Ave Maria
    da Otello · 1887

    Il penultimo capolavoro verdiano, Otello porta sulla scena il dramma shakespeariano con una densità emotiva senza precedenti. L'Ave Maria del quarto atto è la preghiera di Desdemona prima di coricarsi: una richiesta di pietà sussurrata che presagisce la tragedia imminente. Verdi fonde devozione, paura e tenerezza in una linea melodica di sospesa purezza.

    Uno dei capolavori della maturità di Verdi, Otello porta in scena la tragedia di Shakespeare con un'intensità emotiva senza precedenti. L'Ave Maria del IV atto è la preghiera di Desdemona prima di ritirarsi a letto: una supplica sussurrata di misericordia che prefigura la tragedia imminente. Verdi fonde devozione, paura e tenerezza in una linea melodica di purezza sospesa.

    Testo · Testo
    Italiano — A. Boito

    Ave Maria, piena di grazia, eletta fra le spose e le vergini sei tu, sia benedetto il frutto, o benedetta, di tue materne viscere, Gesù. Prega per chi adorando a te si prostra, prega pel peccator, per l'innocente, e pel debole oppresso e pel possente, misero anch'esso, tua pietà dimostra. Prega per chi sotto l'oltraggio piega la fronte e sotto la malvagia sorte; per noi, per noi tu prega sempre e nell'ora della morte nostra, prega per noi, prega per noi, prega!

    [Resta ancora inginocchiata e, appoggiando la fronte sull'inginocchiatoio, ripete mentalmente l'orazione di cui non s'odono che le prime e le ultime parole.]

    Ave Maria... nell'ora della morte. Ave! Amen!

    Inglese

    Ave Maria, piena di grazia, scelta tra le spose e le vergini, sia benedetto il frutto, o benedetta, del tuo grembo materno, Gesù. Prega per coloro che, adorandoti, si inginocchiano davanti a te, prega per il peccatore, per l’innocente, per gli oppressi, i deboli e per i potenti — essi stessi miserabili — manifesta la tua misericordia. Prega per coloro che sotto l’oltraggio chinano la fronte, e sotto il destino avverso; per noi, per noi prega sempre, e nell’ora della nostra morte, prega per noi, prega per noi, prega!

    [Ella rimane in ginocchio e, appoggiando la fronte sul ginocchioni, ripete in silenzio la preghiera di cui si odono solo la prima e l'ultima parola.]

    Ave Maria... nell'ora della nostra morte. Ave! Amen!

  2. Giacomo Puccini 1858–1924
    Un bel dì vedremo
    da Madama Butterfly · 1904

    Nel cuore del secondo atto, Cio-Cio-San immagina il giorno del ritorno di Pinkerton: la nave che appare all'orizzonte, l'uomo amato che risale la collina. È la fantasia struggente di chi continua a sperare contro ogni evidenza. Una delle pagine più celebri di Puccini, dove la dolcezza melodica nasconde un dolore già pronto a deflagrare.

    Nel cuore del secondo atto, Cio-Cio-San immagina il giorno del ritorno di Pinkerton: la nave che appare all’orizzonte, il suo amato che sale sulla collina. È la fantasia straziante di chi continua a sperare contro ogni evidenza. Una delle pagine più celebri di Puccini, in cui la dolcezza melodica nasconde un dolore già pronto a esplodere.

    Testo · Testo
    Italiano — L. Illica e G. Giacosa

    Un bel giorno, vedremo levarsi un filo di fumo dall’estremo confine del mare. E poi appare la nave. Poi la nave bianca entra nel porto, romba il suo saluto. Vedi? È arrivato! Io non scendo ad accoglierlo. Io no. Mi metto lì sul ciglio della collina e aspetto, e aspetto a lungo e non mi pesa la lunga attesa. Ed ecco che dalla folla cittadina un uomo, un puntino si avvia verso la collina. Chi sarà? Chi sarà? E quando sarà arrivato, cosa dirà? Cosa dirà? Chiamerà Butterfly da lontano. Io, senza rispondere, me ne starò nascosta, un po' per scherzo e un po' per non morire al primo incontro, ed egli, un po« in ansia, chiamerà, chiamerà: »Piccina mogliettina, profumo di verbena», i nomi che mi dava quando veniva.

    [una Suzuki]

    Tutto questo accadrà, te lo prometto. Tieniti la tua paura, io l'attendo con fede incrollabile.

    Inglese

    Un bel dì, vedremo levarsi un fil di fumo sull'estremo confin del mare. E poi la nave appare. Poi la nave bianca entra nel porto, romba il suo saluto. Vedi? È venuto! Io non gli scendo incontro. No. Io sto sull'orlo del colle e aspetto, e aspetto gran tempo, e non mi pesa la lunga attesa. E uscito dalla folla cittadina un uomo, un picciol punto s'avvia per il colle. Chi sarà? Chi sarà? E come arriverà, che dirà? Che dirà? Chiamerà "Butterflj" dalla lontana. Io, senza dar risposta, me ne starò nascosta un po« per celia e un po» per non morire al primo incontro, ed egli alquanto in pena chiamerà, chiamerà: «Piccina moglie, bimbo fior di verbena», i nomi che mi dava al suo venire.

    [a Suzuki]

    Tutto questo accadrà, te lo prometto. Tieni per te la tua paura — con fede incrollabile, lo attendo.

  3. Giuseppe Verdi 1813–1901
    arr. Cesare Goretta
    Fantasia su La Traviata
    da La Traviata · 1853 Strumentale

    Un viaggio strumentale attraverso i brani più amati di La Traviatadal brindisi gioioso del primo atto fino all'addio dolente di Violetta. La fantasia restituisce in pochi minuti l'arco emotivo dell'opera, dalla festa parigina alla solitudine della malattia.

    Un viaggio strumentale attraverso i temi più amati di La Traviata: dal gioioso “Brindisi” del primo atto all’addio straziante di Violetta. In pochi minuti la fantasia ripercorre l’intero arco emotivo dell’opera, dai festeggiamenti parigini alla solitudine della malattia.

  4. George Gershwin 1898–1937
    L'estate
    da Porgy and Bess · 1935

    Ninnananna nasce dall'incontro tra il jazz, il blues e la grande tradizione lirica. Gershwin la compose come ninna nanna per il personaggio di Clara, fondendo sonorità afroamericane e teatro musicale americano. Diventata uno degli standard più reinterpretati del Novecento, conserva intatta la sua luminosa malinconia.

    Una ninnananna nata al crocevia tra jazz, blues e la grande tradizione operistica. Gershwin la scrisse come berceuse per il personaggio di Clara, fondendo sonorità afroamericane con il teatro musicale americano. Tra gli standard più reinterpretati del XX secolo, mantiene intatta la sua luminosa malinconia.

    Testo · Testo
    Inglese — D. Heyward

    È estate, e la vita è facile. I pesci saltano, e il cotone è alto. Tuo padre è ricco, e la tua mamma è bella, perciò sta' zitto, piccolo bambino, non piangere. Una di queste mattine ti alzerai cantando, allora spiegherai le tue ali e prenderai il volo. Ma fino a quella mattina, non c'è nulla che possa farti del male, con papà e mamma che ti proteggono.

    Italiano

    Estate, e la vita è facile. I pesci saltano, e il cotone è alto. Tuo padre è ricco, e tua madre è bella, quindi taci, piccolo, non piangere. Una di queste mattine ti alzerai cantando, poi spiegherai le ali e ti alzerai in volo. Ma fino a quel mattino, nulla potrà farti del male, con papà e mamma accanto a te.

  5. Francesco Cilea 1866–1950
    Io son l'umile ancella
    da Adriana Lecouvreur · 1902

    Adriana Lecouvreur è la celebre attrice della Comédie-Française del Settecento. In questa aria del primo atto si presenta con umiltà al Principe di Bouillon: l'arte come servizio, l'attore come strumento del genio creatore. Una pagina di lirismo aristocratico tra i vertici del verismo italiano.

    Adriana Lecouvreur fu la celebre attrice del XVIII secolo della Comédie-Française. In questa aria del primo atto si presenta con umiltà al Principe di Bouillon: l'arte come servizio, l'attore come strumento del genio creativo. Una pagina di lirismo aristocratico, tra i punti più alti del verismo italiano.

    Testo · Testo
    Italiano — A. Colautti

    Ecco, respiro appena, io son l'umile ancella del genio creator; ei m'offre la favella, io la diffondo ai cor… Del verso io son l'accento, l'eco del dramma uman, il fragile strumento vassallo della man… Mite, gioconda, atroce, mi chiamo Fedeltà; un soffio è la mia voce, che al novo dì morrà.

    Inglese

    Ecco, a stento respiro. Io sono l'umile ancella del genio creatore; egli mi offre la parola, io la diffondo in tutti i cuori… Del verso sono l'accento, l'eco del dramma umano, il fragile strumento, vassallo della sua mano… Dolce, gioiosa, strazio, il mio nome è Fedeltà; un soffio è la mia voce, che con il nuovo giorno morrà.

  6. Alfonso Esparza Oteo 1894–1950
    Dimmi di sì
    Canzone messicana

    Compositore messicano tra i protagonisti della stagione d'oro della canzone in lingua spagnola. Dimmi di sì è una richiesta d'amore appassionata e disarmata, dove la melodia esprime tutta la fragilità di chi attende una risposta che potrebbe cambiare la vita.

    Un compositore messicano tra le figure di spicco dell'età dell'oro della canzone in lingua spagnola. Dimmi di sì è un appassionato e disarmato appello all'amore, in cui la melodia cattura tutta la fragilità di chi attende una risposta che potrebbe cambiare tutto.

    Testo · Testo
    Spagnolo — A. Esparza Oteo

    Dicono che tu non mi vuoi, voglio saperlo da te. Se hai altri amori, voglio ascoltarlo da te. Dicono che sul tuo viso bruno tremano altri baci d'amore. Nulla mi importa nella vita sapendoti di un'altra. Dimmi che mentono, che non avrai mai un altro amore. Lascia che le mie labbra ti nominino piano, come si nomina Dio. Dimmi di sì! E un pezzo di cielo avrò. E se tu me lo chiedi, il mio cielo e la mia vita ti darò pure.

    Inglese

    Dicono che tu non mi ami, voglio sentirlo da te. Se hai altri amori, voglio sentirlo da te. Dicono che sul tuo volto scuro altri baci d'amore ancora tremano. Nulla mi importa nella vita se so che appartieni a un'altra. Dimmi che mentono, che non avrai mai un altro amore. Lascia che le mie labbra ti pronuncino dolcemente, come si nomina Dio. Dimmi di sì! E un lembo di cielo sarà mio. E se me lo chiedi, il mio cielo e la mia vita darò anche a te.

  7. Giacomo Puccini 1858–1924
    arr. Cesare Goretta
    Fantasia sul Trittico
    da Il Trittico · 1918 Strumentale

    Il Trittico riunisce tre atti unici di carattere opposto: il dramma cupo di Il tabarro, la mistica luce di Suor Angelica, la commedia brillante di Gianni Schicchi. La fantasia attraversa i temi principali delle tre opere, restituendo lo straordinario ventaglio espressivo dell'ultimo Puccini.

    Il Trittico riunisce tre opere in atto unico dai caratteri opposti: il fosco dramma di Il tabarro, la luce mistica di Suor Angelica, la brillante commedia di Gianni Schicchi. La fantasia attraversa i temi principali di tutte e tre le opere, catturando la straordinaria gamma espressiva del tardo Puccini.

  8. Consuelo Velázquez 1916–2005
    Baciami molto
    Bolero · 1940

    Composto a Città del Messico nel 1940 da una pianista appena ventitreenne, Baciami molto è diventato uno dei brani più registrati di sempre. Un bolero appassionato che ha attraversato il mondo, tradotto in decine di lingue e reinterpretato da generazioni di artisti — dalla lirica alla bossa nova al pop.

    Composto a Città del Messico nel 1940 da un pianista ventitreenne, Baciami molto è diventata una delle canzoni più registrate mai scritte. Un bolero appassionato che ha fatto il giro del mondo, tradotto in decine di lingue e reinterpretato da generazioni di artisti — dall'opera alla bossa nova al pop.

    Testo · Testo
    Spagnolo — C. Velázquez

    Baciami, baciami tanto, come se questa fosse la notte per l'ultima volta. Baciami, baciami tanto, perché ho paura di perderti, di perderti dopo. Baciami, baciami tanto, come se questa fosse la notte per l'ultima volta. Baciami, baciami tanto, perché ho paura di perderti, di perderti dopo. Voglio averti molto vicino, specchiarmi nei tuoi occhi, vederti accanto a me. Pensa che forse domani io sarò già lontana, molto lontano da qui. Baciami, baciami tanto, come se questa fosse la notte per l'ultima volta. Baciami, baciami tanto, perché ho paura di perderti, di perderti dopo. Baciami, (baciami) baciami tanto, (baciami tanto) perché ho paura di perderti, di perderti dopo, perché ho paura di perderti, di perderti dopo, di perderti dopo.

    Inglese

    Baciami, baciami profondamente, come se stanotte fosse l'ultima volta. Baciami, baciami profondamente, perché temo di perderti, di perderti dopo. Baciami, baciami profondamente, come se stanotte fosse l'ultima volta. Baciami, baciami profondamente, perché temo di perderti, di perderti dopo. Voglio stringerti forte, specchiarmi nei tuoi occhi, vederti accanto a me. Pensa che forse domani sarò già lontano, molto lontano da qui. Baciami, baciami profondamente, come se stanotte fosse l'ultima volta. Baciami, baciami profondamente, perché temo di perderti, di perderti dopo. Baciami, (baciami) baciami profondamente, (baciami profondamente) perché temo di perderti, di perderti dopo, perché temo di perderti, di perderti dopo, di perderti dopo.

  9. Fernando J. Obradors 1897–1945
    Il vito
    da Canzoni classiche spagnole · 1921

    Tratto da Canzoni classiche spagnole, Il vito è un raffinato arrangiamento d'autore di una danza popolare andalusa. Un ballo vivace e ammiccante che Obradors trasforma in una pagina virtuosistica piena di slancio mediterraneo: un finale solare e festoso per la serata.

    Dal Canzoni classiche spagnole, Il vito è un arrangiamento sofisticato di una danza popolare andalusa. Una danza vivace e civettuola che Obradors trasforma in una pagina virtuosistica piena di slancio mediterraneo: un finale solare e festoso per la serata.

    Testo · Testo
    Spagnolo — F.J. Obradors

    Una vecchia vale un real e una ragazza due quarti, ma siccome sono così povera vado al risparmio. Con il vito, vito, vito, con il vito, vito, va. Non mi faccia il solletico, che divento rossa. Quattro preti se la portano, se la portano a seppellire. Quattro preti se la portano con il vito, vito va. Se la portano ed è mia suocera, ah! quanta risata che mi fa! Con il vito, vito, vito, ah! che non la vedrò più!

    Inglese

    Una vecchia vale un real e una ragazza due cuartos, ma siccome sono così povero, prenderò la più economica di tutte. Con il vito, vito, vito, con il vito, vito, va'. Non farmi il solletico, signore, o diventerò tutta rossa. Quattro preti la stanno portando via, portandola via per seppellirla. Quattro preti la stanno portando via con il vito, vito, va'. La stanno portando via — è mia suocera, oh! come rido! Con il vito, vito, vito, oh! non la rivedrò mai più!

L'Interprete
L'artista

Soprano
Magdalena Gallo

Una voce capace di attraversare con eleganza il grande repertorio operistico italiano e le suggestioni più intime del canto popolare iberoamericano.
Una voce che si muove con eleganza dal grande repertorio operistico italiano alle eco più intime della canzone popolare iberoamericana.

Biografia

Magdalena Gallo si è diplomata al Conservatorio di Lima. Prima di trasferirsi in Europa ha vinto il principale concorso peruviano per giovani cantanti lirici di Radio Filarmonía e si è classificata seconda al Concorso Piacentino. Ha proseguito gli studi a Vienna, dove ha ricevuto lezioni dal tenore Juan Diego Flórez, e ha partecipato all'Accademia Rossiniana di Pesaro.

Si è esibita in concerto in Perù, Cile, Italia, Austria e Germania; fra le tappe più significative spicca il concerto con l'Orchestra del Teatro alla Scala diretta dal Maestro Fabio Luisi.

Nel marzo 2018 ha vinto il Concorso Lirico Internazionale Antonio Bazzini, aggiudicandosi anche il ruolo di Leonora ne Il Trovatore di Verdi, andato in scena a Sirmione nell'agosto dello stesso anno. Nel gennaio 2019 ha debuttato nel ruolo di Violetta Valéry ne La Traviata di Verdi a Bordighera.

Since November 2017, he has been perfecting his skills under the guidance of Maestro Roberto Servile.

Biografia

Magdalena Gallo si è diplomata al Conservatorio di Lima. Prima di trasferirsi in Europa, ha vinto il principale concorso per giovani cantanti d'opera del Perù, organizzato da Radio Filarmonía, e si è classificata seconda al Concorso Piacentino. Ha continuato i suoi studi a Vienna, prendendo lezioni dal tenore Juan Diego Flórez, e ha frequentato l'Accademia Rossiniana di Pesaro.

Si è esibita in concerto in Perù, Cile, Italia, Austria e Germania; tra le sue apparizioni più illustri vi è un concerto con l'Orchestra del Teatro alla Scala, diretta dal Maestro Fabio Luisi.

Nel marzo 2018 ha vinto il Concorso Lirico Internazionale Antonio Bazzini, aggiudicandosi anche il ruolo di Leonora ne Il Trovatore di Verdi, messo in scena a Sirmione nell'agosto dello stesso anno. Nel gennaio 2019 ha debuttato nel ruolo di Violetta Valéry ne La Traviata di Verdi a Bordighera.

Da novembre 2017 si perfeziona sotto la guida del Maestro Roberto Servile.

Maestro
Cesare Goretta
Organizzazione
Associazione
Andante con moto

Riserva il tuo postoPrenota il tuo posto

Posti limitati. Un'esperienza da non dimenticare.